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«L’AISM è come gli orsi: ti entra nell’anima»

Come nel 2020, il runner ed esploratore Yanez Borella e l'amico fotografo Giacomo Meneghello hanno portato con sé, lungo 3.000 chilometri percorsi in bicicletta, la bandiera dell’AISM esponendola lo scorso 31 maggio, giornata mondiale della SM, sul monte più alto di Andorra: «solo la connessione ci garantisce un futuro migliore», ci hanno detto al rientro, lo scorso 18 giugno.

22/06/2021 - 11:00

Possibile che l’anima dell’AISM sia come quella degli orsi? O che l’orso, grande predatore, sia un po’ emblema dell’anima della sclerosi multipla, che arriva inaspettata e sembra depredarti del tuo futuro, ma poi capisci che ci puoi convivere e andare oltre la persona che eri e che volevi essere senza perdere il gusto della sfida?

Dipendesse da Yanez Borella, runner ed esploratore, la risposta sarebbe certamente sì.

Il 31 maggio, nella Giornata Mondiale della Sclerosi Multipla ha portato la bandiera di AISM sulla vetta più alta di Andorra, Cima Coma Pedrosa. Nella sua nuova avventura “Soul Bears”, che potremmo tradurre con “orsi dell’anima” o anche, suggestivamente, con “l’anima degli orsi”, Yanez, milanese trapiantato in Trentino ormai da diversi decenni, con l’amico fotografo Giacomo Meneghello ha percorso tremila chilometri in bici, sui ‘sentieri degli orsi’: per Yanez, hanno certamente un’anima che parla con la nostra di uomini e donne presi d’assalto dalla pandemia, dal frastuono di tempi incerti: «questi grandi predatori si stanno estinguendo. Nella cordigliera cantabrica una guardia ci ha detto che c’è una femmina con due cuccioli, andremo a vederli nei prossimi giorni, cercando di imparare qualcosa in più sul loro modo di vivere, per lasciarceli entrare ancora un po’ nell’anima».

 

Ed è l’idea di ‘connessione’ quella che unisce orsi, AISM e sclerosi multipla: «il 31 maggio l’umanità si è connessa nel nome della vita oltre la sclerosi multipla – dice Yanez- e noi siamo partiti con l’idea di collegare quegli ambienti dell’ovest dell’Europa in cui vivono le ultime specie di orsi, dal Trentino ai Pirenei fino alla cordigliera cantabrica. Poi, a un certo punto, nei diversi territori attraversati, abbiamo lasciato le nostre biciclette e, visto che ci piace scalare, siamo saliti sulle vette più alte. La bandiera di AISM l’abbiamo portata il 31 maggio a 2.942 metri sulla cima più alta di Andorra, Coma Pedrosa».

 

Yanez e Giacomo già l’anno scorso, percorrendo il “Sentiero della pace”, nato per non fare dimenticare l’esperienza della guerra, avevano portato con sé la bandiera di AISM, per non fare dimenticare a nessuno che la sclerosi multipla viene combattuta ogni giorno, da tantissime persone in Italia, e che può anche diventare un sentiero di pace con se stessi e con gli altri, se la si affronta bene e insieme.

 

E adesso Yanez e Giacomo– partiti il 18 maggio e rientrati il 18 giugno – hanno percorso circa 3.000 chilometri, da Fai della Paganella a Burgos, per mettere in connessione gli orsi e la cultura, i Musei come il MUSE, Museo delle scienze di Trento, il Museo Nazionale della Montagna di Torino o il MEH, Museo dell’evoluzione umana di Burgos, ma anche la bicicletta, l’amore e il rispetto per la natura, la sostenibilità come nuovo orizzonte per salvare il mondo, il movimento, le cause sociali come quella di AISM –Associazione Italiana Sclerosi Multipla e di AIDO, Associazione Italiana Donatori Midollo Osseo: «solo la connessione delle differenze ci garantisce un futuro e anche un presente migliore», conclude Yanez.

 

Grazie di cuore, Yanez e Giacomo, per quel respiro di alta montagna e di natura, così prezioso in tempi di Covid, grazie per quel’andare liberi come liberi sono i desideri di chi vive con la sclerosi multipla, grazie per avere una volta ancora voluto sensibilizzare tanti cittadini sulla voglia di vivere ‘alzando ogni giorno l’asticella’ che abita tante persone con SM in Italia e nel mondo.

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