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Donna e disabile: discriminazione doppia

L'inchiesta realizzata per SM Italia 1/2021 approfondisce il tema della doppia discriminazione, quando si è donne, e con una disabilità: aggressioni, molestie, centri antiviolenza poco accessibili e servizi ginecologici e ostetrici non preparati. Ma per fortuna qualcosa sta cambiando

 

a cura di Alice Facchini e Ambra Notari

 

01/03/2021 - 14:00

 

In carrozzina, con difficoltà motorie, sorde, cieche, con disagio psichico o problemi cognitivi. Le donne con disabilità vivono condizioni molto diverse, ma esiste purtroppo un ritornello comune: discriminata perché disabile, discriminata perché donna. Ed ecco che la discriminazione è doppia.

In Italia il tema è ancora poco conosciuto e la questione della violenza di genere raramente viene intrecciata con quella della disabilità, eppure il fenomeno non è da sottovalutare: secondo la ricerca Vera, realizzata da FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) in collaborazione con Differenza Donna, il 65% delle donne disabili ha subito una qualche forma di violenza, anche se solo un terzo la riconosce come tale.

Se analizzati più da vicino, i dati sono inquietanti.

Nell’80% dei casi chi fa violenza è una persona conosciuta: spesso si tratta di un familiare, non  necessariamente uomo. Le tipologie più comuni sono gli insulti, l’aggressione fisica e le avances sessuali contro la propria volontà. «Quello che ci preoccupa è anche la difficoltà di queste donne di reagire – commenta Silvia Cutrera, vicepresidente di FISH –. Solo il 37% dichiara di essersi opposta alla violenza, e di queste solo il 6% si è rivolto a un centro antiviolenza. La violenza è più difficile da denunciare quando a perpetrarla è il proprio caregiver e quando la stessa sopravvivenza della donna dipende dal ricevere assistenza: c’è la paura di restare sola, senza aiuti, di finire in una struttura o di perdere l’affidamento dei figli».

 

L’inchiesta per intero prosegue così:

  • Gli ostacoli per denunciare sono tanti
  • La discriminazione istituzionale non garantisce a tutti pari diritti
  • Antenne sul territorio contro la discriminazione delle donne con SM
  • La formazione delle “antenne”
  • La riorganizzazione in pandemia
  • Il progetto in lockdown
  • Dal reale al virtuale

E con speciali interviste online e un approfondimento sulla maternità negata.

 

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