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Sintomi della sclerosi multipla: la fatica

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La fatica è uno dei sintomi più comuni della sclerosi multipla, che può comparire già nelle prime fasi della malattia. La sua diagnosi tuttavia non è semplice, perché la fatica rappresenta uno stato soggettivo ed è invisibile agli altri. Interferisce con le attività fisiche e mentali della persona con sclerosi multipla e contribuisce a peggiorare le difficoltà già presenti, influendo in modo negativo sulla qualità della vita.

 

 

La fatica può avere un impatto psicologico sulla persona soprattutto quando la stanchezza e la mancanza di forza rendono più arduo svolgere anche i compiti più semplici (fare la spesa, accudire i bambini, svolgere il proprio lavoro, uscire con gli amici ecc.).

 

Per fatica da sclerosi multipla si intende comunemente un’opprimente sensazione di spossatezza in assenza di uno sforzo correlabile, indipendente dall’età o dalla gravità della malattia. Spesso può essere interpretata come svogliatezza, o come depressione, creando notevole disagio, e talvolta rabbia, nella persona con sclerosi multipla, perché non è bello essere giudicati pigri. A differenza della stanchezza fisiologica, la fatica da sclerosi multipla non è legata direttamente all’attività fisica ed è sensibile al calore: può manifestarsi con i cambiamenti climatici di stagione, ma anche dopo un bagno in acqua calda.

 

Fatica primaria e secondaria nella sclerosi multipla

In ogni persona con sclerosi multipla la fatica si manifesta in modo soggettivo, sia per tipologia sia per l’orario in cui compare. In alcuni casi è presente al risveglio e migliora alla sera, in altri è peggiore alla sera o si presenta in altre ore della giornata.

 

Relativamente alla sclerosi multipla, la “fatica primaria” è quella correlabile direttamente alla malattia, come risultato del danno al sistema nervoso centrale provocato dall’infiammazione, e “fatica secondaria” quella legata maggiormente allo stato emotivo, per esempio ansia o depressione, e alla presenza di altre condizioni non necessariamente correlate in modo diretto alla sclerosi multipla, come un’infezione, la febbre o un disturbo del sonno. Anche alcuni tipi di farmaci (per es. antidepressivi, analgesici, miorilassanti) possono avere effetti avversi come la sonnolenza o la debolezza, sintomi che possono essere confusi con la fatica o che possono peggiorarla.

 

Per valutare l’entità del sintomo, oltre ai comuni esami (clinici e strumentali) e alla storia clinica della persona con SM, esistono scale e questionari che permettono valutazioni di tipo soggettivo, che si basano su percezioni individuali, e valutazioni di tipo oggettivo, che quantificano il sintomo in relazione alla riduzione della forza muscolare, al consumo di energia e ai tempi necessari a svolgere determinate attività.

 

Gestire la fatica come sintomo della sclerosi multipla

Una corretta gestione della fatica è fondamentale per ridurre il suo impatto nella vita di tutti i giorni, per imparare a svolgere le attività quotidiane in modo più efficiente e per risparmiare la maggior energia possibile. Esistono strategie per il risparmio energetico che si rivelano fondamentali per la gestione della fatica nella sclerosi multipla. Fra queste, l’imparare a bilanciare attività e riposo, con una programmazione delle attività da compiere ogni giorno in ordine di priorità, il riconoscere i segnali dell’affaticamento, l’imparare a fermarsi prima di raggiungere il completo esaurimento energetico, il rendere confortevole l’ambiente di lavoro e quello domestico in modo da ridurre il dispendio energetico e l’utilizzo di tecniche di rilassamento che permettano di fruire al meglio dei momenti di riposo. Per imparare e applicare tutte queste strategie, sono a disposizione specifici professionisti.i che agiscono sullo stile di vita.

 

Ultimo aggiornamento 9 febbraio 2022

 

Nella foto: un'immagine dal reportage Under Pressure - Living with MS in Europe. © 2011, Walter Astrada.

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