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Coronavirus: una combinazione di anticorpi monoclonali come profilassi per la protezione dei più fragili

Numerosi studi scientifici hanno dimostrato che alcuni gruppi di persone, tra cui  chi ha un sistema immunitario compromesso o soppresso, potrebbero non sviluppare una risposta adeguata ai vaccini contro l’infezione da SARS-CoV2 (COVID-19). Per queste persone può essere utile ricorrere a un farmaco per la profilassi, cioè per prevenire l’infezione.

 

A questo scopo il Ministero della Salute ha approvato l’utilizzo degli anticorpi monoclonali tixagevimab e cilgavimab  (AZD7442), in associazione, come terapia di profilassi in persone adulte e adolescenti con età maggiore di 12 anni immunocompromessi, prima che vengano esposte all’infezione di SARS-CoV-2. In Italia il provvedimento è diventato ufficiale con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale (Determina n. DG/87/2022).

 

Con il termine profilassi, in ambito medico, si intende la somministrazione di una terapia e/o la messa in atto di un protocollo specifico a scopo preventivo nei confronti di una determinata patologia infettiva per evitare, cioè, di contrarla in forma grave in prima persona e per limitarne la diffusione.

 

La combinazione di anticorpi monocolonali tixagevimab e cilgavimab per la prevenzione del COVID-19. Che cosa è?

Gli anticorpi sono una parte importante del sistema di difesa del nostro organismo contro i micro-organismi che causano malattie. Gli anticorpi monoclonali sono tipi particolari di anticorpi, che possono essere prodotti in laboratorio per imitare o migliorare la risposta immunitaria naturale. Possono cioè essere progettati per identificare e attaccare un micro-organismo causante una specifica infezione.

 

Molti tipi di anticorpo monoclonale sono stati approvati e utilizzati per trattare numerose malattie, per esempio l’artrite reumatoide, il morbo di Crohn e anche la sclerosi multipla.

 

Gli anticorpi monoclonali possono svolgere un ruolo importante anche nella profilassi dell’infezione da SARS-CoV2 (COVID-19) in quelle persone che hanno un sistema immunitario indebolito.

 

In particolare la combinazione degli anticorpi monoclonali tixagevimab e cilgavimab, derivati da cellule B donate da pazienti convalescenti dopo aver contratto il virus SARS-CoV-2 è stata scoperta dal Vanderbilt University Medical Center. Tale combinazione di anticorpi monoclonali è stata denominata AZD7442.

 

Come agisce AZD7442?

I due anticorpi monoclonali umani che compongono AZD7442, sono in grado di legarsi a siti distinti sulla proteina spike del coronavirus (necessaria al virus per legarsi alle cellule target del nostro organismo), e sono stati ottimizzati affinché la loro durata d’azione rispetto a quella degli anticorpi di classe IgG immodificati.sia maggiore.

 

AZD7442 è autorizzato in Italia e se sì per quale utilizzo e per quali pazienti?

L’AZD7442 è stato autorizzato in Italia dall’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) con procedura di emergenza (determina del 15 febbraio 2022) che consente l'uso temporaneo di un medicinale non ancora autorizzato all’immissione in commercio purché si verifichino circostanze considerate di emergenza.

 

L’autorizzazione di AIFA ha indicato le persone per cui il trattamento di profilassi è indicato. Come vedremo più sotto, tra questi figurano anche alcune persone con sclerosi multipla, con sistema immunitario compromesso o soppresso, che potrebbero pertanto non sviluppare una risposta adeguata ai vaccini per l’infezione COVID-19.

 

AZD7442 è indicato per la profilassi pre-esposizione dell'infezione da coronavirus in soggetti adulti ed adolescenti (di età pari o superiore a 12 anni e con peso corporeo pari o superiore a 40kg) con grave stato di compromissione del sistema immunitario e in data 07/06/2022 la Commissione Tecnico Scientifica di AIFA ha ampliato la possibilità di prescrizione e trattamento con la combinazione tixagevimab/cilgavimab nell’ambito delle categorie di rischio già in precedenza identificate, senza la necessità di effettuare la sierologia per anticorpi anti-SARS-CoV-2.

 

Inoltre la Commissione ha stabilito di lasciare al clinico la decisione di trattamento con i suddetti anticorpi monoclonali in base alla valutazione del singolo paziente.

 

Le principali condizioni cliniche che rendono eleggibili a ricevere AZD7442 sono:

 

  • assunzione nell’ultimo anno di terapie che comportano deplezione dei linfociti B (per la cura di Linfoma Non Hodgkin, Leucemia linfatica cronica, Artrite reumatoide, Diverse forma di vasculiti, Lupus eritematoso sistemico, Pemfigo volgare o Sclerosi multipla recidivante/recidivante remittente)
  • trattamento con inibitori della tirosin-chinasi di Bruton (per la cura di Leucemia linfatica cronica, Macroglobulinemia di Waldenstrom o Leucemia linfatica cronica)
  • trattamento con CarT 
  • malattia onco-ematologica in fase attiva 
  • immunodeficienze combinate gravi
  • infezione da HIV (non in trattamento e conta dei linfociti T CD4 <50 cellule/mm3)
  • trapianto, in particolare:
  • trapianto di cellule ematopoietiche con malattia da rigetto o assunzione di farmaci immunosoppressori 
  • trapianto di polmone 
  • trapianto di organo solido (diverso dal trapianto di polmone) entro 1 anno dal trapianto 
  • trapianto di organi solidi con recente trattamento per rigetto acuto con agenti che riducono le cellule T o B
  • altra compromissione del sistema immunitario che ha determinato mancata sieroconversione (produzione di anticorpi specifici contro il coronavirus)

 

Chi può prescrivere la profilassi con AZD7442?

Per avere maggiori informazioni su AZD7442 puoi rivolgerti al tuo medico di base o allo specialista di riferimento presso il quale sei in cura. 

 

Come viene somministrato AZD7442?

Per l’indicazione in profilassi pre-esposizione, ogni confezione di AZD7442 contiene una fiala di tixagevimab e una di cilgavimab, ognuna da 150 mg/1,5 mL (100 mg/mL concentrazione per fiala). La dose da 300 mg va somministrata in due iniezioni intramuscolari consecutive in sequenza su ciascun gluteo, che potranno essere effettuate presso le strutture definite a livello regionale.

 

Quanto dura la protezione offerta da AZD7442?

Dal punto di vista clinico, AZD7442 si è dimostrato efficace con riduzione del rischio relativo di contrarre COVID-19 sintomatica a 6 mesi rispetto a placebo (vedi Studio PROVENT, bibliografia).

 

Il trattamento preventivo sostituisce il vaccino? Se ho  già ricevuto una o più dosi di vaccino posso accedere ugualmente al trattamento?

No, il trattamento preventivo con AZD7442 non sostituisce la vaccinazione, la sua autorizzazione ne prevede l’utilizzo in aggiunta al vaccino anti SARS CoV2 (COVID-19) per alcune categorie di soggetti immunocompromessi che potrebbero rispondere alla vaccinazione in misura inferiore rispetto alla popolazione generale. Coloro che hanno già ricevuto più dosi di vaccino possono ugualmente assumere AZD7442, in quanto questo  non va inteso come sostituto del vaccino ma piuttosto come una sua integrazione.

 

Sono stati segnalati effetti avversi collegati all’utilizzo degli anticorpi monoclonali per la prevenzione della COVID-19?

Gli effetti avversi più comuni riscontrati nello studio PROVENT sono stati cefalea (6%) e stanchezza (4%). La frequenza degli effetti avversi complessivi e di quelli gravi è stata simile sia nel gruppo trattato con la combinazione di anticorpi monoclonali AZD7442 che nel gruppo di controllo che ha ricevuto placebo.

 

Quali sono gli studi che hanno dimostrato l’efficacia e la sicurezza della combinazione di anticorpi tixagevimab e cilgavimab (AZD7442)? 

I dati principali a sostegno dell’approvazione all’uso di emergenza di AZD7442 provengono dallo studio di fase III denominato PROVENT, attualmente in corso, che ha mostrato con AZD7442 una riduzione statisticamente significativa (77% all'analisi primaria, 83% all'analisi mediana a 6 mesi) del rischio di sviluppare COVID-19 sintomatica rispetto al placebo, con una protezione dal virus che continua per almeno 6 mesi. Anche i dati dello studio di fase III denominato STORM CHASER per la post-esposizione e lo studio di fase I hanno supportato l'utilizzo in emergenza di AZD7442. In questi studi, AZD7442 è stato ben tollerato.

 

Bibliografia

- Jinhui Dong, Seth Zost, Allison Greaney, Tyler N Starr, Adam S Dingens, Elaine C Chen, Rita Chen, Brett Case, Rachel Sutton, Pavlo Gilchuk, Jessica Rodriguez, Erica Armstrong, Christopher Gainza, Rachel Nargi, Elad Binshtein, Xuping Xie, Xianwen Zhang, Pei-Yong Shi, James Logue, Stuart Weston, Marisa McGrath, Matthew Frieman, Tyler Brady, Kevin Tuffy, Helen Bright, Yueh-Ming Loo, Patrick McvTamney, Mark Esser, Robert Carnahan, Michael Diamond, Jesse Bloom and James E Crowe. Genetic and structural basis for recognition of SARS-CoV-2 spike protein by a two-antibody cocktail. bioRxiv. 2021;2021.01.27.428529

 

- Wanbo Tai, Lei He, Xiujuan Zhang, Jing Pu, Denis Voronin, Shibo Jiang, Yusen Zhou and Lanying Du. Characterization of the receptor-binding domain (RBD) of 2019 novel coronavirus: implication for development of RBD protein as a viral attachment inhibitor and vaccine. Cell Mol Immunol. 2020;17(6):613–620.

 

- From The Medical Letter on Drugs and Therapeutics- Tixagevimab and Cilgavimab (Evusheld) for Pre-Exposure Prophylaxis of COVID-19. JAMA. 2022;327(4):384-385.

 

- Clara Munro. Covid-19: 40% of patients with weakened immune system mount lower response to vaccines. BMJ 2021;374:n2098.

 

- Brian J Boyarsky, William A Werbel, Robin K Avery, Aaron A R Tobian, Allan B Massie, Dorry L Segev, Jacqueline M Garonzik-Wang. Immunogenicity of a Single Dose of SARS-CoV-2 Messenger RNA Vaccine in Solid Organ Transplant Recipients. JAMA. 2021;325(17):1784-1786.

 

Ultimo aggiornamento 30 giugno 2022

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