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Lavoro e sclerosi multipla

 

Si può essere penalizzati dopo aver comunicato la propria diagnosi di SM sul posto di lavoro? Cosa succede se non si comunica la diagnosi? Dire di avere la SM può influire ai colloqui? Sono alcuni tra i quesiti più frequenti tra le persone con SM. In questo video, realizzato da AISM, puoi trovare le risposte ai tuoi interrogativi: i rischi e le opportunità, gli obblighi di legge e i fattori da considerare per una scelta consapevole.

La gestione della sclerosi multipla sul posto di lavoro è molto spesso fonte di ansie, preoccupazioni da parte delle persone con SM, ma anche di discriminazione e diritti non agiti o negati. AISM ha tra i suoi valori fondanti anche quello di affermare e rappresentare i diritti delle persone con sclerosi multipla, affinché possano vivere una vita piena, partecipe e autonoma. Il lavoro è una precondizione per la piena integrazione delle persone con disabilità e con SM.

Conoscere anche la tua esperienza è fondamentale per poter realizzare progetti a supporto di tutti, ma anche per poter rappresentare i vostri diritti presso enti e istituzioni.

 

Collocamento mirato e categorie protette

 

In Italia abbiamo una delle leggi più all’avanguardia sul diritto al lavoro delle persone con disabilità: la 68/1999. Tutte le aziende con almeno 15 dipendenti hanno l’obbligo di assumere una persona con disabilità. Ma secondo i dati anche aziende più piccole adottano questa attenzione. Per iscriversi al “collocamento mirato” occorre essere in possesso di due verbali, uno che certifichi l’invalidità civile superiore al 45% e l’altro per identificare le potenzialità lavorative secondo la legge 68/1999. Ma come bisogna comportarsi una volta iscritti?

 

Permessi e agevolazioni per famigliari di persone con SM

 

Sono molte le persone che ci chiedono se esistano forme di tutela per assistere un famigliare con disabilità. La forma più importante fruibile dal lavoratore è quella disciplinata dalla legge 104, ovvero i permessi retribuiti sul lavoro. Spettano al famigliare di una persona portatrice di handicap grave, per un massimo di 3 giorni al mese retribuiti. Un’altra forma è il congedo straordinario, biennale e frazionabile, fruibile nell’arco dell’intera carriera lavorativa del lavoratore.

 

Leggi la guida AISM su sclerosi multipla e lavoro

 

 

La tematica del lavoro riveste particolare interesse per le persone con sclerosi multipla, ponendosi come pre-condizione di inclusione sociale. Questa guida nasce dall’approfondimento delle principali criticità sulle disposizioni contrattuali di interesse per le persone con disabilità, con un focus specifico sulla SM (sui temi malattia, permessi, congedi, part-time etc.).

Il mondo dei diritti è in continua evoluzione. Dalla data di pubblicazione di questa guida potrebbero essere intervenute alcune novità. Nel caso, provvederemo ad aggiornarle nel minor tempo possibile. Nel frattempo, per un’ulteriore conferma, può comunque essere utile rivolgersi agli enti di riferimento: INPS, altri enti previdenziali, Centri per l'impiego, associazioni di categoria, patronati, altre organizzazioni.

 

 

Ultimo aggiornamento dicembre 2019

La sclerosi multipla in famiglia

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