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Home » Sclerosi multipla e interferone peghilato - Plegridy
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Sclerosi multipla e interferone peghilato - Plegridy

iter terapie

 

Informazioni

 

Azienda: Biogen Idec.

 

Principio attivo: peginterferone beta1a.

 

Nome commerciale: Plegridy.

 

Modalità di somministrazione: sottocute.

 

Posologia: una volta ogni 14 giorni.

 

Indicazioni: Peginterferone beta-1a è una forma modificata di interferone a lunga durata d’azione per il trattamento di persone con diagnosi di sclerosi multipla recidivante remittente.

 

Effetti collaterali comuni: sindrome simil-influenzale, reazioni sito iniezione.

 

Modalità di conservazione: conservare in frigorifero (temperatura compresa tra 2° e 8° C). Può essere conservato a temperatura ambiente (fino a 25°) per un massimo di 30 giorni, lontano dalla luce.

 

Aggiornamento

Ottobre 2019: il comitato per i prodotti medicinali per uso umano  (Committee for Medicinal Products for Human Use = CHMP*) dell’Agenzia Europea del Farmaco (EMA) ha espresso parere positivo sull’aggiornamento dello stampato degli interferoni beta, il quale prevede che possa  essere somministrato alle donne con sclerosi multipla recidivante durante la gravidanza, se clinicamente necessario, e durante l’allattamento.

Questa variazione deriva dai dati dei registri a dall’esperienza post-marketing, che non indicherebbe alcun aumento del rischio di anomalie congenite dopo esposizione all'interferone beta pre-concepimento o durante il primo trimestre di gravidanza. Tuttavia, la durata dell'esposizione durante il primo trimestre è incerta, poiché i dati sono stati raccolti quando l'uso di interferone beta era controindicato durante la gravidanza e il trattamento probabilmente è stato interrotto quando la gravidanza è stata individuata e/o confermata. L'esperienza sull'esposizione durante il secondo e il terzo trimestre è molto limitata. I dati raccolti sui modelli sperimentali di SM indicano un rischio potenzialmente aumentato di aborto spontaneo. Il rischio di aborti spontanei in donne in gravidanza esposte all'interferone beta non può essere adeguatamente valutato sulla base dei dati attualmente disponibili, ma i dati non suggeriscono finora un aumento del rischio.
Fonte: EMA

 

Consigliamo sempre di prendere ogni decisione relativa ai trattamenti e alla gravidanza con il proprio medico curante. 

 

Ultimo aggiornamento ottobre 2019