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Antonella Ferrari, da vent’anni madrina di AISM, al Festival di Sanremo

Le emozioni e i pensieri di Antonella, prima di salire sul palco: «porterò con me tutto l’amore, gli abbracci e le storie di tante persone con sclerosi multipla che ho incontrato»

03/03/2021

 

«C’è una sola felicità nella vita, amare ed essere amati. E io oggi sono felice» – ci dice Antonella Ferrari, che sarà sul palco dell’Ariston di Sanremo con un brano del suo spettacolo teatrale «Più forte del destino».

«Realizzo un sogno – continua -. Da bambina lo seguivo con tutta la famiglia, facevamo bigliettini per le nostre votazioni di casa. Quando Amadeus mi ha chiamato per propormi di partecipare al Festival, sono stata entusiasta di dire subito sì. Quell’entusiasmo dura sino ad oggi. Poi stasera vedremo …».

 

Come porterai sul palco dell’Ariston quell’amore di cui parlavi, Antonella?

«Sono stata sei anni in giro per l’Italia con il mio spettacolo, “Più forte del destino”. E ho fatto una scorta infinita di quegli abbracci che tanto ci mancano, adesso. Nel mio viaggio degli ultimi anni sono stata nutrita da tanto amore. Un affetto terapeutico, che tante volte mi ha aiutato ad andare avanti e a non mollare. Nei teatri d’Italia ho incontrato anche tante persone con sclerosi multipla, persone coraggiose, che non si sono mai arrese. Verranno tutte con me sul palco».

 

Siamo quasi all’8 marzo: che tipo di donna porterai  sul palco dell’Ariston?

«La verità? Mi sarebbe piaciuto proporre un testo brillante, ironico. Insieme agli autori abbiamo scelto invece di proporre un pezzo fortemente drammatico, quasi un pugno nello stomaco, che smuova e faccia riflettere. Si vedrà la rabbia di una donna. Ma spero che poi ci sia la possibilità di raccontare che quella donna rabbiosa è diventata una persona risolta. Vorrei che si vedesse il coraggio di una donna e non una donna sopraffatta dalla malattia. Vorrei portare sul palco il diritto di dimostrare la propria femminilità nonostante una malattia, che non ti deve impedirti di sentirti donna, di volerti piacere».

 

Cosa non hai mai permesso alla SM di negarti?

«La malattia non ti deve impedire di sognare. Io oggi un sogno lo realizzo e, per fortuna, ne ho ancora tanti altri! Sognare mi ha sempre aiutato a stare meglio, ad avere scopi da raggiungere. Vorrei che la gente vedesse una donna, prima che una persona con SM, un’attrice che ha voglia di fare bene il proprio mestiere, una donna determinata e solare, come tante altre donne che vivono in Italia e scrivono ogni giorno la storia di questo nostro Paese».

 

Non sono giorni semplici, questi. E il teatro vuoto sarà lì a ricordare l’anno incredibile e doloroso che stiamo vivendo. Come farai a recitare davanti al vuoto creato dal Covid?

«Il teatro vuoto mi preoccupa. Sono una teatrante, abituata a platee piene. Recito per le persone che ho davanti, loro mi danno la linfa e l’energia che ricambio. Ma sarà anche l’occasione per dedicare il mio intervento a tante persone del mondo dello spettacolo, che da mesi non possono fare ciò che amano. Io stessa, se non avessi una rubrica sulla rivista “Chi”, quest’anno sarei stata disoccupata. Come tante persone con SM, ho resistito: noi da sempre siamo allenati a fare i conti con l’imprevedibilità della vita, con l’impossibilità di fare troppi programmi per il futuro, con la fatica di dover stare chiusi in casa quando non stiamo bene. Tutto il mondo della sclerosi multipla sarà un testimone prezioso della capacità di mantenere resilienza e serenità, anche quando tutto fuori sembra giocare contro la nostra voglia di essere felici».

 

Non c’è solo il buio del tunnel. Tu sei la donna dei colori, a partire dalla stampella che ti accompagna anche sul palco. Per Sanremo che colore hai scelto e perché?

«Rosso! Indosserò un vestito da favola, tutto rosso. Perché il rosso è vita, passione, è l’amore che ci rende felici, nonostante e oltre tutto quello che viviamo».

 

Quest’anno, per felice coincidenza, festeggi i tuoi primi vent’anni di testimonial e madrina di AISM, che ha scelto proprio il rosso come colore associativo. In una parola, cosa racconta il tuo lungo rapporto con l’Associazione?

«Responsabilità è la parola giusta. Ho la possibilità di sensibilizzare l’Italia e di essere testimonial di una condizione che vivo sulla mia pelle. Rosso è anche il colore che condivido da anni con AISM e con le tante persone con SM che provano ogni giorno a prendere in mano la propria vita e a viverla fino in fondo con passione. E io mi sento responsabile di dare volto a questa passione per la vita, che non deve mai venire meno».

 

In bocca al lupo, Antonella, sei tutti noi e tutti siamo idealmente con te dentro questo sogno che si realizza, senza dimenticare nulla di quello che stiamo vivendo, ma con la voglia di colorare di rosso e passione le giornate imprevedibili che ci stanno aspettando.

 

 

E non dimentichiamolo: anche quest'anno Antonella sostiene l'iniziativa delle Erbe Aromatiche di AISM

 

 

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