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“Succede sempre di venerdì”: riparte oggi il programma degli incontri e dell’amicizia, dentro e oltre la SM

18/02/2022
Succede sempre di venerdì

 

Più di 50 puntate settimanali, in giro per l’Italia insieme a più di 20 emittenti TV territoriali: Enrica Marcenaro, giornalista AISM e ideatrice del programma, e Sara Tagliente, direttore dei programmi di Telegenova, l’emittente che produce Succede sempre di venerdì, ci presentano la nuova avventura del programma di AISM.

 

Perché “Succede sempre di venerdi?”, Enrica?

«Perché il venerdì, a sera, è il momento dell’attesa e della sorpresa. Succede sempre di venerdì è la messa in onda di questo snodo settimanale della nostra vita: ci aspettiamo sempre di incontrarci, con la voglia di sorprenderci a vicenda».

 

Succede sempre di venerdì riprende oggi un viaggio iniziato a marzo 2020, in pieno lock down.

«Erano giorni in cui tutti eravamo chiusi in casa e non sapevamo cosa sarebbe successo il giorno dopo. Come ogni italiano, in quei giorni, avevo paura. Con la mia sclerosi multipla, ero spaventata da tutto quello che accadendo. Più di tutti mi aveva messa in ginocchio l’ansia del giovane figlio per la mia salute e la mia vita. Come me, tante persone con SM in quei giorni si sono sentite improvvisamente sole e hanno subissato di chiamate il nostro Numero Verde, per chiedere come potessero trovare risposta a necessità fondamentali. Come Associazione ci siamo subito resi conto che dovevamo essere il più presenti possibile con le persone, in tutti i modi possibili, partendo dalle nostre Sezioni territoriali. In questo clima ho pensato, con AISM, che una maniera nuova per fare compagnia alle persone ovunque vivessero era proprio la televisione. Anzi, erano le televisioni locali, che sono l’ancora cui ci si può aggrappare quando ci si sente un po’ abbandonati a se stessi».

 

 

Ci sono emozioni che rinascono sempre intatte: vale anche per te Sara, che conduci il programma insieme a Enrica, ma anche il TG di Telegenova e tanti altri programmi di informazione?

«Quelli con “Succede” sono stati due anni entusiasmanti, ricchi di umanità e di voglia di condividere. Un’esperienza professionale e umana unica. Ci sono storie che sono entrate dentro di noi e che continuiamo a seguire, anche a telecamera spenta».

 

Perché Enrica, AISM trova una casa speciale nelle televisioni locali? Chi le guarda, nell’epoca dei social? Perché non sono un retaggio superato del passato ma uno strumento che rende attuale il futuro?

«Una TV locale è una realtà molto vicina alle persone del suo territorio. Noi amiamo i social perché vogliamo interagire, essere costruttori e non fruitori passivi del racconto. Per questa stessa voglia di interazione la TV locale è un punto di riferimento molto vicino alla vita delle singole persone. La televisione locale locale arriva a casa tua, è capace di ascoltarti. Non risponde mai a un pubblico generico, ma a te come persona singolare. E tu puoi identificarti in quel racconto, in quell’informazione che vive appena fuori della porta di casa tua».

 

“Succede sempre di venerdì 2022” è nuovo rispetto agli anni scorsi: come, Sara?

«Quest’anno daremo vita a un programma che ancora di più interagisca in presa diretta con le storie delle persone. Nel gergo della comunicazione contemporanea si chiama “storytelling”: cerchiamo di dare la parola alle vite concrete delle persone, con quel punto di vista “dal basso” che io ed Enrica vediamo come il punto di vita più ricco e più bello da trasmettere».

 

Dove puoi vedere Succede sempre di venerdì?

 

Enrica, allora si parte?

«Quest’anno riusciremo a mandare in onda Succede sempre di venerdì in tutte le Regioni. E va detto che sono state le singole reti territoriali che hanno chiesto il programma, che sono venute a cercarci e trasmetteranno ogni singola puntata nel proprio palinsesto settimanale. Così arriveremo veramente in ogni casa.  Poi finora abbiamo fatto venire le persone da noi a Genova o ci siamo collegati da studio con loro. Quest’anno andremo il più possibile a incontrare storie, persone, circostanze, problemi esattamente dove vivono. Succede sempre di venerdì è ora una vera piazza italiana dove ci si incontra: la televisione arriva dove le persone vivono. E le persone che incontreremo entreranno nelle case di chi vive nel loro territorio e ovunque».

 

Al venerdì sera si arriva con la voglia di leggerezza, col bisogno di stare lontano, per qualche ora, dai problemi che ci hanno assillato in settimana: perché uno spettatore dovrebbe guardare un programma che parla di SM e di disabilità?

«Perché no? La sclerosi multipla è un ingrediente della vita, non toglie ma magari fa crescere la voglia di fare sport, di lavorare, di fare musica, di divertirsi con leggerezza. A Succede sempre di venerdì faremo incontri divertenti, emozionanti, non scontati. Chi ci guarderà, parteciperà a un racconto differente della vita. E la vita ci riguarda tutti, chi ha la SM e chi non ce l’ha: è il mestiere che ci accomuna».

 

Una curiosità, Sara: com’è lavorare con Enrica e con AISM?

«Dietro ogni puntata c’è un interagire fitto, quotidiano. Ci scriviamo alle 11 di sera per condividere un’idea, poi la facciamo crescere insieme. Ci stimoliamo a vicenda. Mi piace molto ed è qualcosa che va al di là del professionale: è amicizia. L’amicizia è un ingrediente fondamentale per intraprendere queste avventure e, credo, si vede se le persone che conducono insieme un programma sono prima di tutto due amiche».

 

 

Enrica, tu che dici, com’è lavorare con Sara e con Telegenova production?

«Il rapporto di amicizia con Sara (Tagliente) che conduce con me la trasmissione e con Sergio (Barello), l’editore televisivo che produce la trasmissione è uno dei frutti più gustosi di questo viaggio. La loro solidarietà, la loro vicinanza, la loro condivisione è impagabile. E poi resta nel cuore avere toccato con mano che ci sono persone che seguono la trasmissione e che “Succede sempre di venerdì” le ha aiutate concretamente a trovare riferimenti, a comunicare, ad avere informazioni e risposte. Ho capito, facendolo, che “Succede sempre di venerdì” può essere anche uno strumento a servizio del cittadino: e questo mi fa pensare che il mio è un bel mestiere».

 

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