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«Vaccinarsi è sicuro. Molto più rischioso non farlo»: lo dicono gli esperti

A “Succede sempre di venerdì”, il professor Marco Salvetti, insieme a Paolo Bandiera, Valeria Berio, e Grazia Rocca di AISM, hanno fatto chiarezza sulla sicurezza dei vaccini anti-Covid per le categorie fragili, sull’andamento del piano vaccinale, sulla necessità di rispettare rigorosamente le regole di priorità della vaccinazione.

27/03/2021

 

«Vaccinarsi contro il Covid-19 è utile e sicuro. È molto peggio non vaccinarsi. Ogni ipotetico rischio che si assume chi sceglie di vaccinarsi è sovrastato di gran lunga dai rischi concreti, realissimi, di una malattia devastante come il Covid-19: non c’è gara». Il professor Marco Salvetti, Direttore UOC Neurologia, Azienda Ospedaliera-Universitaria Sant’Andrea- Università Sapienza di Roma, è stato netto nel suo intervento a Succede sempre di venerdì, trasmissione andata in onda il 26 marzo, su Telegenova (canale 18 digitale terreste, per chi vive in Liguria) e in streaming sul sito dell'emittente e sul network NCG Television.net.

 

 

Chiara anche la sua risposta alla domanda sulla sicurezza del vaccino Astra Zeneca anche per le categorie delle persone vulnerabili: «Certo che va considerato sicuro come gli altri. Ogni dubbio su eventuali differenze sulla sicurezza dei diversi vaccini autorizzati, per i dati che abbiamo a disposizione in questo momento, è soltanto speculazione – ha detto Salvetti -. Il vaccino di Astra Zeneca, in particolare, è quello di gran lunga più usato nella vasta fascia di popolazione già vaccinata nel Regno Unito, dove l’incidenza della sclerosi multipla è piuttosto alta. A oggi, non abbiamo segnalazioni sul fatto che questo vaccino faccia disastri nelle persone con sclerosi multipla. E lo stesso vale per gli altri vaccini che altre nazioni stanno usando a tappeto su vaste fasce di popolazione fragile e con malattie autoimmunitarie: se ci fossero problemi, sarebbe stato già chiaro».

 

Se dunque dal Regno Unito, dove sono già state vaccinate molte persone con SM, non abbiamo dati di pericolosità del vaccino Astra Zeneca, se dal resto del mondo non abbiamo dati che indichino pericolosità dei diversi vaccini utilizzati per persone con patologie autoimmuni, abbiamo un motivo solido per stare tranquilli anche noi: «anche quando ci mettiamo in auto – ha aggiunto Salvetti - sappiamo che corriamo il rischio di fare un incidente, eppure non ci rinunciamo», perché per noi vale molto di più la meta che il rischio. Se la meta è la tutela della salute e della nostra possibilità di vita, «non ha senso che non ci prendiamo un po’ di rischio, anche minore di quello di fare un incidente in auto, per proteggerci da una malattia come il Covid-19», ha concluso lo stesso Salvetti.

 

 

Il problema italiano, semmai, è che il piano vaccinale va avanti troppo lentamente e in ordine sparso a seconda dei territori.

 

Al riguardo, Paolo Bandiera, Direttore Affari Generali di AISM, ha ricordato che «proprio in questa fase cruciale del piano vaccinale, finalmente sono state pubblicate le nuove indicazioni ad interim del Ministero della Salute per la gestione della nuova fase del piano vaccinale per le persone con elevata fragilità. Sono raccomandazioni che hanno un’efficacia vincolante verso tutti: le Regioni sono tenute a uniformarsi ai criteri di priorità definiti in queste raccomandazioni. Le Regioni, va detto, stanno iniziando a mettere in moto la macchina per convocare o consentire la prenotazione del vaccino per i soggetti ad elevata fragilità, anche se in ordine sparso e con tante problematiche ancora non risolte».

 

Nel frattempo, ha ricordato Bandiera, l’impegno diretto di AISM e FISH ha ottenuto un risultato importante e rassicurante all’interno del Decreto Sostegni, pubblicato in questi giorni in Gazzetta Ufficiale: «I lavoratori con fragilità che dovranno aspettare ad essere vaccinati, sanno che da qui a fine giugno non rischiano il posto di lavoro se, nel frattempo, rimangono a casa e non possono lavorare in smartworking: la loro eventuale assenza per tutelarsi dal rischio Covid-19 sarà equiparata al ricovero ospedaliero, che consentirà loro di mantenere gli stessi benefici previdenziali e retributivi, e soprattutto di non superare l’eventuale periodo di “comporto”, il tempo massimo di assenza dopo cui si rischia il licenziamento».

 

Si è parlato anche di un’altra notizia di cui abbiamo scritto di recente: secondo le ultime indicazioni possono essere vaccinati con priorità massima  anche i conviventi delle persone in trattamento con farmaci biologici o terapie immunodepressive. Lo stesso vale per i familiari conviventi e i caregiver che prestino assistenza continuativa alle persone con disabilità cui è stata riconosciuta la connotazione di gravità in base alla Legge 104/92, altra categoria di persone fragili da vaccinare con priorità. «Bisogna garantire equità e rigorosità nell’applicazione delle regole – ha ricordato Bandiera – anche se proprio per i caregiver delle persone con disabilità non è semplice, perché non esiste ad oggi un’anagrafe ufficiale dei soggetti che possono essere intesi come caregiver che prestano assistenza continuativa».

 

 

 

Valeria Berio, assistente sociale, e Grazia Rocca, neurologo del Numero Verde AISM 800.80.30.28 hanno fatto chiarezza anche su queste e altre domande che le persone con SM e altre condizioni di fragilità stanno sempre più inoltrando a questo fondamentale servizio dell’Associazione, come si vede nel video qui sotto.

 

 

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