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Tecnologie, età avanzata e riabilitazione ‘vocazionale’ al centro della Conferenza RIMS al Congresso ECTRIMS

27/10/2022

 

Quest'anno per la prima volta a ECTRIMS - il più importante meeting europeo dell'anno sulla ricerca scientifica nella sclerosi multipla - viene riservata un'intera mattinata dedicata alle persone con sclerosi multipla, per illustrare le ricerche più promettenti a breve e medio termine, ma anche con una sessione che affronta proprio il tema del coinvolgimento della persone con sclerosi multipla nella ricerca.

 

Sabato 29 ottobre dalle 10.30 sarà possibile seguire anche online la diretta con la traduzione simultanea anche in italiano. Registrati!

 

RIMS ha svolto oggi la propria Conferenza scientifica annuale all’interno del Congresso ECTRIMS 2022, con tre sessioni scientifiche su temi che interessano da vicino non solo gli specialisti ma prima di tutto le persone con sclerosi multipla.

 

Una prima sessione è stata dedicata al tema centrale dell’innovazione e delle tecnologie a supporto della riabilitazione: «c’è sempre maggiore attenzione, in tutta Europa, verso l’erogazione di servizi riabilitativi da remoto – spiega il dottor Giampaolo Brichetto, Direttore Sanitario del Servizio AISM Liguria e coordinatore della ricerca riabilitativa FISM, che ha guidato i lavori della sessione -. Proprio su questi aspetti RIMS ha pubblicato pochi giorni fa un articolo con gli esiti di un’indagine internazionale sulla percezione all’utilizzo delle tecnologie da parte degli operatori sanitari e dei Centri riabilitativi in tutta Europa[1] . Emerge – racconta Brichetto - che la tecnologia veniva utilizzata già prima della pandemia, ma durante il tempo del Covid c’è stata un’accelerazione. Non si tratta, però, di un’accelerazione così importante come avevamo percepito durante l’emergenza. Gli operatori sanitari riferiscono che, da una parte, manca ancora una piena standardizzazione sulla fruibilità, i modi di utilizzo, l’efficacia e l’inserimento di queste tecnologie nel processo di cura, né sono ancora normate le modalità di rimborso per il loro utilizzo da parte dei sistemi sanitari. Questi fattori in qualche modo frenano la diffusione della teleriabilitazione».

 

 

 

È utile ricordare la pubblicazione dei risultati di un’altra indagine RIMS[2], cui hanno collaborato Andrea Tacchino e Ludovico Pedullà, ricercatori di AISM e la sua Fondazione, sull’impatto e le preferenze delle persone con SM di tutta Europa sull’utilizzo domestico delle tecnologie per la riabilitazione. «Certamente – sintetizza Brichetto - molte persone con SM utilizzano volentieri anche le tecnologie, ma ci sono anche quelli che denunciano il rischio di isolamento portato dal dover stare chiusi in casa anche per la riabilitazione, mentre altri segnalano che non avere di fronte il fisioterapista, che può indirizzare anche solo con un gesto al corretto svolgimento dell’esercizio, possa compromettere la migliore efficacia della riabilitazione».

 

Insomma, ci sono dei pro e dei contro nell’uso delle tecnologie per la riabilitazione. La riabilitazione effettuata da remoto consente ai riabilitatori di arrivare veramente a tutti, anche a chi non può andare in ambulatorio. Di contro, a parte la questione dei costi non sempre accessibili, queste tecnologie forse non sono ancora abbastanza mature, standardizzate e attrattive per le persone che devono usarle. Per arrivare a un’adozione efficace e integrata nell’intero percorso di cura delle tecnologie per la teleriabilitazione c’è ancora da lavorare».

 

 

Le altre due sessioni scientifiche proposte da RIMS nel Congresso ECTRIMS riguardano la riabilitazione in età avanzata e la riabilitazione che, mutuando il termine inglese, viene definita «vocazionale».

 

«Per riabilitazione vocazionale – spiega Brichetto – intendiamo una specifica forma di approccio riabilitativo dedicata all’inserimento ed al mantenimento del posto di lavoro. Questa tematica è particolarmente importante nella SM. Semplificando, se per esempio una persona lavora a video-terminale e la sua attività lavorativa è impattata da una disabilità che si evidenzia con una difficoltà nell’uso del computer, nel progetto riabilitativo “vocazionale”  il team multidisciplinare che segue la persona imposterà anche un percorso specifico per consentirle di superare i suoi deficit e/o di utilizzare tutti gli adattamenti necessari per lavorare».

Il dottor Giampaolo Brichetto

 

Infine, sta diventando importante la prospettiva della riabilitazione per le persone in età avanzata: «l’aspettativa di vita delle persone con SM- spiega Brichetto- , grazie ai trattamenti di cui disponiamo e al generale miglioramento della qualità di vita, è paragonabile alla persona sana. Pertanto è necessario che l’approccio riabilitativo, spiega Brichetto «tenga in considerazione l’invecchiamento e ciò che comporta, ad esempio la maggiore fragilità ossea che può rendere più serio l’esito di una caduta, i disturbi cognitivi dovuti al fisiologico invecchiamento e l’interazione che questi possono avere con la SM.  Capire come affrontare l’invecchiamento per le persone con SM e le sue peculiarità saranno una delle frontiere della ricerca nei prossimi anni».

 

Durante il Congresso ECTRIMS, RIMS ha proposto anche delle ‘sessioni educazionali’ dedicate alla riabilitazione della fatica, con un focus particolare sulla attività fisica, e dei disturbi cognitivi.

 

 

 

 

[1] Brichetto G, Tacchino A, Leocani L, Kos D. Impact of Covid-19 emergency on rehabilitation services for Multiple Sclerosis: An international RIMS survey. Mult Scler Relat Disord. 2022 Sep 15;67:104179. doi: 10.1016/j.msard.2022.104179.

[2] Moumdjian L, Smedal T, Arntzen EC, van der Linden ML, Learmonth Y, Pedullà L, Tacchino A, Novotna K, Kalron A, Yazgan YZ, Nedeljkovic U, Kos D, Jonsdottir J, Santoyo-Medina C, Coote Impact of the COVID-19 Pandemic on Physical Activity and Associated Technology Use in Persons With Multiple Sclerosis: An International RIMS-SIG Mobility Survey Study.

S. Arch Phys Med Rehabil. 2022 Oct;103(10):2009-2015