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Covid-19, sclerosi multipla e vaccini. L’estensione dell’intervallo tra le due dosi e il rischio di sovrapposizione con alcune terapie per la SM

La Circolare Ministeriale del 5 maggio 2021 raccomanda il prolungamento nella somministrazione della seconda dose dei vaccini anti SARS-CoV-2. Ma i tempi di somministrazione di alcune terapie per la SM rischiano di sovrapporsi. “Bisogna favorire la massima integrazione tra medici preposti ai vaccini e neurologi per concordare le tempistiche”

19/05/2021
Numero Verde Coronavirus

 

Le Raccomandazioni sul COVID-19 per le persone con Sclerosi Multipla (SM) elaborate dalla Società Italiana di Neurologia (SIN) e da AISM con la sua Fondazione, nate anche sulla scorta delle raccomandazioni elaborate a livello internazionale da parte della Multiple Sclerosis International Federation (MSIF), forniscono indicazioni precise riguardanti le tempistiche di somministrazione dei vaccini anti Sars-CoV-2 e la somministrazione di alcune terapie per la SM. Le tempistiche sono indicate in particolare nel capitolo 4 del documento

 

Tuttavia, la nuova circolare del Ministero della Salute del 5 maggio 2021 - Trasmissione parere del CTS in merito alla estensione dell’intervallo tra le due dosi dei vaccini a mRNA e alla seconda dose del vaccino Vaxzevria - raccomanda che venga applicato un “prolungamento nella somministrazione della seconda dose dei vaccini a RNA (Pfizer- BioNtech e Moderna) nella sesta settimana dalla prima dose”, ovvero circa 40 giorni dopo la prima dose, invece che 21-28 giorno dopo.

 

Il prolungamento del periodo tra la prima e la seconda somministrazione del vaccino anti SARS-CoV-2 pone per alcune persone con SM una possibile sovrapposizione con le terapie programmate per la sclerosi multipla. Questa sovrapposizione, nel caso di alcune terapie segnalate nel documento AISM-SIN, è sconsigliata. 

 

Per questo AISM ha segnalato la criticità alle istituzioni Regionali competenti, sottolineando l’importanza di rispettare per quanto possibile le tempistiche inizialmente previste per la seconda dose del vaccino (21-28 giorni), per evitare possibili sovrapposizioni con le terapie o slittamenti nella loro somministrazione, con un conseguente impatto sulla salute e la qualità della vita delle persone con sclerosi multipla.

 

«Sarà essenziale promuovere e favorire la massima integrazione tra i medici preposti alla vaccinazione e i neurologi operanti nella rete dei centri clinici per la Sclerosi Multipla, che potranno concordare al meglio passaggi operativi e tempistiche», scrivono Francesco Vacca, Presidente Nazionale AISM e Mario Alberto Battaglia, Presidente FISM.

 

L’Associazione Italiana Sclerosi Multipla fin dalle prime fasi dell’emergenza sanitaria ha concentrato i suoi sforzi su attività mirate a monitorare e mitigare l’impatto della pandemia sulla vita delle persone con SM. In più occasioni si è rivolta alle istituzioni competenti per condividere i bisogni emergenti e per supportare la campagna vaccinale sia con la diffusione di informazioni mirate alle persone con SM, sia per la ricostruzione e l’identificazione, nel rispetto della vigente normativa di tutela dei dati personali, dei potenziali destinatari della vaccinazione.

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