Salta al contenuto principale

01/06/2023

Riabilitazione ed esercizio fisico aiutano a sentirsi bene

Nell’intervento del professor Diego Centonze al Congresso FISM, il quadro della ricerca su riabilitazione e movimento fisico: una strada efficace per proteggere dalla neurodegenerazione, potenziare l’effetto dei farmaci, prevenire il peggioramento dei sintomi. Aiutano a a rallentare la malattia, favoriscono il benessere e la qualità di vita.

 

Nella strategia della ricerca tre sono i passi da fare: fermare o rallentare al massimo la progressione (“stop”), ripristinare il più possibile le funzioni delle persone colpite, con trattamenti farmacologici e riabilitativi (“restore”), scoprire la causa e trovare le cure che mettano la parola fine alla sclerosi multipla (“end”).

 

La stessa “Agenda della Sclerosi Multipla e patologie correlate 2025” indica tra le priorità per la ricerca scientifica quella della “prevenzione terziaria”, che porta a supportare ricerche che utilizzino i trattamenti riabilitativi e l’esercizio fisico per invertire o rallentare la progressione e i sintomi della sclerosi multipla e comunque nel prevenire le conseguenze della malattia già in atto.

 

È a questo tema che il Congresso FISM ha dedicato l’interessante sessione “Prevenzione terziaria: neuroriabilitazione e qualità della vita”, aperta dall’intervento del Professor Diego Centonze (Università Tor Vergata, Roma, Direttore dell’Unità Operativa Complessa di Neurologia e della Stroke Unit presso l’IRCCS Neuromed di Pozzilli- Isernia). 

 

La riabilitazione è un ambito in cui AISM con la sua Fondazione è da sempre impegnata a finanziare, promuovere e svolgere ricerca.

 

Centonze, al Congresso, ha tracciato un quadro illuminante sulla ricerca per la riabilitazione e l’esercizio fisico nella sclerosi multipla.

 

«Negli ultimi anni la riabilitazione – spiega Centonze - ha avuto un importante aumento di visibilità e di attenzione nei programmi di ricerca e nel trattamento clinico della SM. L’arrivo di farmaci altamente efficaci nel contenere l’attività infiammatoria in corso di SM ha reso meno probabili e frequenti le ricadute cliniche o la riattivazione di malattia. Le persone, finalmente, possono vivere a lungo libere dagli attacchi della SM. E allora anche i ricercatori e i clinici hanno potuto focalizzarsi sul trattamento dei sintomi e della disabilità che la SM porta con sè».


In questo quadro la ricerca ha aiutato tutti noi a consolidare la consapevolezza di quanto sia importante lo stile di vita come fattore capace di impattare sull’andamento di malattia e di prevenirne il peggioramento: «pensiamo – dice Centonze – agli studi sull’importanza del movimento fisico, della dieta, della riduzione del fumo».

 

Movimento fisico, plasticità sinaptica e neuroprotezione

Questa nuova consapevolezza si sostiene su una grande conquista degli studi, secondo cui è chiaro che  «movimento fisico e riabilitazione siano “disease modifier” – dice Centonze – ossia che abbiano un impatto favorevole nel prevenire il peggioramento e sostenere un migliore andamento della malattia. Dalle ricerche emerge che il movimento fisico è in grado di aumentare la plasticità, la resilienza cerebrale e di indurre fenomeni di neuroprotezione e di recupero della funzione motoria e cognitiva».
Come dice lo sesso Centonze, il trattamento riabilitativo è pensabile oggi come il compagno ideale di una prescrizione terapeutica globale: «associare un’azione antinfiammatoria e quindi indirettamente neuroprotettiva del farmaco con un’azione più direttamente neuroprotettiva prodotta dalla riabilitazione è oggi la scelta vincente. Con una sottolineatura fondamentale: come i farmaci anche la riabilitazione deve essere iniziata prima possibile. In alcuni casi, per essere precisi, non è corretto parlare di riabilitazione quanto di esercizio fisico adattato. L’indicazione all’attività fisica adattata, da iniziare quanto più precocemente possibile, vale a maggior ragione per pazienti senza o con bassi livelli di disabilità. È per loro soprattutto che l’attività fisica ha un forte impatto nel rallentare o prevenire la progressione e i sintomi della SM. Tra l’altro, pazienti con bassi livelli di disabilità possono essere adeguatamente trattati con la tele-riabilitazione, che più difficilmente può essere estesa a pazienti con disabilità grave, i quali hanno materialmente un bisogno maggiore della presenza del fisioterapista».

 

La riabilitazione ha un effetto immunomodulante

Secondo il professor Centonze dalla ricerca sta emergendo una seconda novità importante: la riabilitazione non ha solo effetti neuroprotettivi ma anche anti-infiammatori: «possiamo dire che la riabilitazione non solo integra ed estende gli effetti della terapia farmacologica alla protezione cerebrale, ma aiuta anche la terapia anti-infiammatoria nell’esercitare la sua funzione. Questa azione sulla risposta autoimmunitaria è dimostrato da diversi studi, compresi quelli del nostro gruppo di ricerca». 
Al Congresso FISM Centonze ha ricordato i dati prodotti di un Progetto Speciale supportato da FISM e pubblicato sul Compendo 2021 della ricerca (“La sinaptopatia infiammatoria come bersaglio dell’esercizio terapeutico nella lotta alla sclerosi multipla”) grazie al quale è stato dimostrato il ruolo importante che può svolgere il movimento fisico impostato come approccio terapeutico nel ridurre la capacità dei linfociti T di alterare le sinapsi: «il movimento fisico, molto più di quanto non possano oggi fare i trattamenti farmacologici – ricorda Centonze. -emerge come un trattamento attivo anche sul sistema immunitario senza essere un trattamento farmacologico di tipo immunomodulante».

 

Verso il futuro prossimo

La ricerca non si ferma mai. Tanto più, ci si permetta, se parliamo di ricerca sul «valore terapeutico del movimento fisico nella SM». 
Per questo, Diego Centonze ci aiuta a guardare ancora avanti: «nell’ultimo Bando di ricerca – aggiunge - FISM ha approvato il supporto a un nuovo progetto, nel quale testeremo l’efficacia di un intervento di neuromodulazione effettuato con la stimolazione magnetica statica (“Transcranial Static Magnetic Field Stimulation (tSMS) in progressive Multiple Sclerosis”)».
Il progetto andrà a valutare gli effetti di una metodica di neuromodulazione con campi magnetici nel trattamento dei sintomi e nella neuroprotezione in pazienti con forme progressive di SM: «La ricerca  negli anni passati ha dimostrato che la stimolazione transcranica ripetitiva era in grado di favorire la plasticità e il recupero della funzione. Questi approcci, tuttavia, sono resi possibili da una strumentazione disponibile solo in Centri di ricerca specializzati. Proveremo a usare un approccio chiamato TSMS (Transcranial Static Magnetic Stimulation), ossia di stimolazione magnetica effettuata attraverso una sorta di caschetto dotato di magneti statici, di calamite, che riescono a stimolare in modo selettivo la corteccia cerebrale. Un metodo poco costoso, sicuro, portabile: i pazienti useranno questi caschetti due ore al giorno, per sei mesi, al proprio domicilio. Andremo poi a verificare, tramite l’uso di parametri clinici e neurofisologici, se con questo approccio si ottengono miglioramenti nella plasticità delle sinapsi ed effetti neuroprotettivi. Un protocollo simile, utilizzato per pazienti con SLA, ha evidenziato un rallentamento della velocità di progressione dei sintomi».



BIBLIOGRAFIA
Stampanoni Bassi M, Iezzi E, Centonze D.Handb Clin Neurol. 2022;184:457-470. 
Multiple sclerosis: Inflammation, autoimmunity and plasticity.
 
Centonze D, Leocani L, Feys P.. Advances in physical rehabilitation of multiple sclerosis. Curr Opin Neurol. 2020 Jun;33(3):255-261

 

Rizzo FR, Centonze D, Gentile A et al Exercise protects from hippocampal inflammation and neurodegeneration in experimental autoimmune encephalomyelitis. Brain Behav Immun. 2021 Nov;98:13-27. 

 

Stampanoni, Centonze D, Iezzi E et al Neurophysiology of synaptic functioning in multiple sclerosis. Clin Neurophysiol. 2017 Jul;128(7):1148-1157 Review.

 

Mori F, Rossi S, Piccinin S, Centonze D et al. Synaptic plasticity and PDGF signaling defects underlie clinical progression in multiple sclerosis. J Neurosci. 2013;33(49):19112-19119.

 

Mori F, Kusayanagi H, Nicoletti CG, Weiss S, Marciani MG, Centonze D. Cortical plasticity predicts recovery from relapse in multiple sclerosis. Mult Scler. 2014;20(4):451-457. 

 

Stampanoni Bassi M, Iezzi E, Mori F, et al. Interleukin-6 Disrupts Synaptic Plasticity and Impairs Tissue Damage Compensation in Multiple Sclerosis. Neurorehabil Neural Repair. 2019;33(10):825-835. 

 

La realizzazione di questo evento è stata resa possibile con la sponsorizzazione non condizionante dei MAIN SPONSOR: Alexion Pharma Italy, Biogen Italia, Bristol-Myers Squibb, Horizon Therapeutics Italy, Merck Serono, Novartis Farma, nonché di Sanofi.

 

Torna allo Speciale Congresso FISM