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Newsletter MSIF - dicembre 2013

18/12/2013

17 dicembre 2013

Analisi del liquido cerebrospinale in persone con SM con ricadute acute
Questo studio ha analizzato il liquido cerebrospinale (CSF) di persone con SM con recidive acute e che presentavano lesioni acute alla risonanza magnetica (RM), con e senza riduzione del coefficiente di diffusione apparente (ADC). Lo sviluppo di nuove lesioni nella SM riduce la diffusione, ma i meccanismi esatti che contribuiscono alla riduzione della diffusione nelle lesioni SM non sono ancora ben compresi. Lo studio ha incluso 25 persone con SM o con sindrome clinicamente isolata (CIS) poi confermata come SM. L’analisi del CSF è stata condotta entro 24 ore dall’esecuzione delle scansioni RM e prima dell’inizio del trattamento. I risultati hanno mostrato che in 9 persone su 25 era presente un livello ridotto di ADC associato con aumento del numero di leucociti (pleocitosi) nel CSF con >10 leucociti/µl. Nei restanti 16 soggetti inclusi nello studio non era presente una riduzione di ADC e l’analisi del CSF ha mostrato una lieve o nessuna pleocitosi con < 10 leucociti/µl. Pertanto, questo studio dimostra che la presenza di lesioni acute con una ridotta diffusione è spesso associata con un più alto numero di cellule nel CSF. La ridotta diffusione è un evento transitorio precoce che tende ad evolversi molto rapidamente. I meccanismi alla base della riduzione di diffusione non sono pienamente conosciuti, ma un potenziale meccanismo è una riduzione della diffusione delle molecole d'acqua, che può indicare un edema citotossico a causa del fallimento del metabolismo energetico.
Cerebrospinal fluid pleocytosis in multiple sclerosis patients with lesions showing reduced diffusion. Eisele P, Szabo K. Mult Scler. 2013 Dec 9. [Epub ahead of print]

 

Decorso di SM più moderato in persone con concomitante malattia infiammatoria intestinale
È noto che le persone con malattia infiammatoria intestinale (IBD) hanno un maggior rischio di sviluppare la SM e al contrario, le persone con SM e i loro parenti di primo grado hanno un rischio maggiore di sviluppare  la IBD. L’impatto clinico di una malattia sulla storia naturale dell’altra non è completamente noto, per questo lo studio ha analizzato il decorso clinico di persone con SM-IBD confrontandolo con quello di persone che presentano solo una delle due malattie. Sono state incluse nello studio 66 persone con SM-IBD, 251 con SM e 257 con IBD. Gli outcome misurati comprendevano il punteggio EDSS nella SM e il grado di estensione della malattia in IBD all’ultima valutazione clinica.Nel 62% di casi SM con malattia di Crohn e nel 66% di casi SM con colite ulcerosa, la SM è stata diagnosticata prima della IBD con un intervallo medio di 6 anni. Mentre quando veniva diagnosticata per prima la IBD, l’intervallo medio tra la diagnosi di IBD e l’esordio di SM era di 5 anni. I risultati di questo studio hanno mostrato che le persone con SM-IBD presentavano un decorso neurologico più moderato rispetto alle persone con sola SM. Le persone con SM-IBD avevano un EDSS medio più basso, una minore percentuale di persone raggiungeva un EDSS di 3 o 4. e questo gruppo aveva anche una minor percentuale di forme progressive come passaggio dalla forma recidivante-remittente alla forma secondariamente progressiva di malattia. La SM non aveva alcun impatto sul decorso della IBD. Questi risultati fanno riflettere sul possibile ruolo dell’intestino come immunomodulatore dell’infiammazione nel sistema nervoso centrale.
Milder multiple sclerosis course in patients with concomitant inflammatory bowel disease. Zéphir H, Gower-Rousseau C. Mult Scler. 2013 Dec 10. [Epub ahead of print]

 

Migliore differenziazione tra lesioni SM e lesioni cerebrali vascolari con la risonanza magnetica FLAIR * a 7 Tesla
Questo studio ha analizzato la nuova tecnica di risonanza magnetica chiamata FLAIR* (fluid attenuated inversion recovery pesata in T2*) a 7 Tesla. I ricercatori hanno valutato se questa tecnica può aiutare a distinguere le lesioni SM dalle lesioni vascolari celebrali in 16 persone con SM e 16 controlli, concordanti per età, con un fattore di rischio per le malattie vascolari. La 3D-FLAIR e le immagini pesate in T2*sono state combinate per produrre una immagine singola FLAIR* e le immagini sono state analizzate per il tipo e intensità di lesione, l’orientamento perivascolare, e la presenza di un anello ipointenso. I risultati hanno mostrato che il 74% di lesioni nelle persone con SM avevano più probabilità di essere orientate in modo perivascolare, rispetto al 47% di lesioni vascolari. Il 2,3% di lesioni SM erano circondate da un anello ipointenso con FLAIR*, e il 5,5% di lesioni SM erano ipointense, mentre nessuna lesione vascolare   ha mostrato anelli o ipointensità. Quando veniva considerato un vaso centrale alla lesione, aumentava la specificità dal 63% all’88% di differenziare le lesioni SM dalle lesioni vascolari. Pertanto, la FLAIR* a 7T aiuta a distinguere le lesioni SM da quella vascolari quando si osserva la posizione della lesione, l’orientamento perivascolare e la presenza di un bordo ipointenso intorno alla lesione.
Improved differentiation between MS and vascular brain lesions using FLAIR* at 7 Tesla. Kilsdonk ID, Wattjes MP. Eur Radiol. 2013 Dec 9. [Epub ahead of print]


11 dicembre 2013

 

Effetti a lungo termine del trattamento con dalfampridina in persone con SM
La dalfampridina è una formulazione a rilascio prolungato della 4-aminopridina ed è l’unico agente approvato per il trattamento sintomatico per la mobilità ridotta in persone con SM. La dalfampridina è un bloccante del canale del potassio, utilizzato per bloccare i canali del potassio voltaggio-sensibili sulle fibre nervose demielinizzate. Questo riduce le correnti anomale in uscita di potassio, migliorando la conduzione, prolungando la durata del potenziale d'azione e aumentando il rilascio di neurotrasmettitori. Questo studio ha analizzato gli effetti a breve e lungo termine di dalfampridina sui parametri di valutazione motori e cognitivi in 52 persone con SM, con un punteggio di disabilità EDSS tra 4 e 7, per un periodo da nove a 12 mesi. La valutazione è stata effettuata all’inizio del trattamento, dopo due settimane e dopo 9-12 mesi, e ha incluso l’abilità di camminata, la MSCF(Multiple Sclerosis Functional Composite), la fatica motoria e cognitiva e i potenziali evocati. Il 60% delle persone ha continuato il trattamento dopo 9- 12 mesi. I risultati hanno mostrato che due settimane dopo l'inizio del trattamento ci sono stati miglioramenti significativi nel test cronometrico 25 foot walk test, nella massima distanza a piedi e nella fatica motoria e cognitiva, e questi risultati persistevano oltre i 9-12 mesi. Mentre gli effetti sulla velocità sono stati osservati solo dopo 2 settimane, il miglioramento sul PASAT è stato osservato solo dopo 9-12 mesi.
Long-term effects of dalfampridine in patients with multiple sclerosis. Ruck T, Bittner S. J Neurol Sci. 2013 Nov 16. pii: S0022-510X(13)03040-2. doi: 10.1016/j.jns.2013.11.011. [Epub ahead of print].

 

Aumento del rischio di sviluppo di anticorpi anti-natalizumab in persone con SM e fumatrici
Il natalizumab è un anticorpo monoclonale che previene la migrazione dei leucociti attraverso la barriera ematoencefalica e, come risultato, riduce l’infiammazione nel sistema nervoso centrale. Un effetto collaterale comune dovuto alla terapia con natalizumab è lo sviluppo di anticorpi antifarmaco. Lo sviluppo degli anticorpi anti-natalizumab è associato all’aumento del rischio di sviluppare eventi avversi correlati all'infusione. Se gli anticorpi persistono sono associati ad una ridotta efficacia clinica. Questo studio ha analizzato se l’abitudine di fumare, in 1338 persone con SM trattate con natalizumab, influenzasse il rischio di sviluppare anticorpi anti-natalizumab. I risultati hanno mostrato che, rispetto ai non-fumatori, il rapporto di probabilità (odds ratio, OR) di sviluppare anticorpi anti-natalizumab era di 2,4 per le persone fumatrici e c'era un rischio maggiore di sviluppare anticorpi associato ad una maggiore intensità del fumo. Quando i ricercatori hanno esaminato l’abitudine di fumare nei due anni precedenti lo screening, l’OR di sviluppare anticorpi anti-natalizumab aumentava al 2,7.Questi risultati rafforzano l'ipotesi dei polmoni come organi immuno-reattivi se esposti a fenomeni irritativi.
Smokers run increased risk of developing anti-natalizumab antibodies. Hedström A, Alfredsson L. Mult Scler. 2013 Dec 5. [Epub ahead of print].

 

 

3 dicembre 2013

Diminuzione dei livelli di mircroRNA in persone con SM primariamente progressiva
I micro (mi) RNA sono una classe di piccoli RNA non codificanti che sono stati recentemente scoperti come modulatori di regolamentazione di espressione genica post-trascrizionale. Mutazioni di miRNA sono stati collegati a malattie autoimmuni, tra cui la SM. Questo studio cofinanziato dalla FISM, ha analizzato la circolazione libera di miRNA nel plasma di persone con SM e comparato ai controlli. I risultati hanno mostrato un’alterazione dei livelli di miRNA nelle persone con SM, con una diminuzione statisticamente significativa dei livelli di miR-15b, miR-23a and miR-223. Inoltre, hanno trovato una correlazione diretta tra i livelli di miRNA e il punteggio EDSS in persone con SM primariamente progressiva. I ricercatori hanno ipotizzato che la minore regolazione di miRNA potrebbe causare sovra-espressione di geni bersaglio coinvolti nella SM. Su questa base, analizzare il profilo dei miRNA circolanti potrebbe, potenzialmente, rappresentare un nuovo modo di identificare biomarcatori di malattia facilmente individuabili.
Decreased circulating miRNA levels in patients with primary progressive multiple sclerosis. Fenoglio C, Ridolfi E. Mult Scler. 2013 Dec;19(14):1938-42. doi: 10.1177/1352458513485654.

 

Farmaci che colpiscono specificatamente le lesioni SM
Gli studi hanno mostrato che la SM progressiva è associata ad una insufficienza metabolica degli assoni e citotossicità, fenomeni  che portano alla neurodegenerazione. Il blocco globale dei canali del sodio può causare effetti collaterali che limitano il suo uso per la neuroprotezione nella SM. Questo studio ha analizzato l’individuazione selettiva di farmaci per contribuire a migliorare la finestra terapeutica nel modello sperimentale della SM recidivante-progressiva (EAE), utilizzando sostanze convenzionali che agiscono bloccando i canali del sodio e una nuova sostanza bloccante i canali del sodio chiamato CFM6104. Il CFM6104 colpisce selettivamente l'area infiammatoria nelle lesioni della SM sperimentale. Il CFM6104 era escluso dal sistema nervoso centrale in più del 90% di topi normali, tuttavia, entrava nel SNC durante la fase infiammatoria in EAE. Questo tendeva a verificarsi dopo che diminuiva la regolazione focale e selettiva della p-glicoproteina endoteliale sulla barriera ematoencefalica sia in EAE che nella SM. Indirizzare i farmaci direttamente sulle lesioni, potrebbe ridurre il profilo degli effetti collaterali degli agenti neuroprotettivi che possono influenzare la neurotrasmissione. L’indirizzo di questa classe di farmaci sul bersaglio specifico risulta nell’inibizione dell'attività della microglia e del carico di sodio neurale, che si ipotizza possano entrambi contribuire alla progressiva neurodegenerazione nella SM.
Lesional-targeting of neuroprotection to the inflammatory penumbra in experimental multiple sclerosis. Al-Izki S, Pryce G.Brain. 2013 Nov 27. [Epub ahead of print]

 

Caratteristiche che influenzano il cambio di terapia dopo utilizzo di trattamenti di prima linea
Questo studio retrospettivo ha analizzato persone con SMRR che avevano una bassa risposta al trattamento sia con interferone beta che con glatiramer acetato (persone con ≥1 ricaduta SM clinica, con peggioramento della disabilità o alle immagini di RM). Gli autori hanno chiamato “switcher” le persone che avevano cambiato la terapia modificante la malattia (DMT) entro 6-12 mesi dopo la diagnosi di SM. Il 35,3% di persone con risposta non ottimale al trattamento aveva cambiato il trattamento di prima linea. Gli autori hanno trovato che gli switcher risultavano più giovani all’esordio dei sintomi, alla diagnosi di SM, all’inizio di DMT e al primo evento di SM rispetto agli altri. La sola attività alla risonanza risultava un forte predittore del comportamento “switch”, seguita dal numero di ricadute ≥2, dal peggioramento dell’ EDSS e alla RM e dell’EDSS da solo. Questo è importante per alcune linee guida di trattamento che suggeriscono di dare minor peso al peggioramento in risonanza magnetica quando si considera il cambiamento della terapia. Pertanto, le persone che avvertono un peggioramento dei loro sintomi SM sono più propensi a cambiare terapia se più giovani. Ciò suggerisce che il peggioramento osservato in risonanza magnetica potrebbe guidare le decisioni di cambiamento di terapia in misura maggiore rispetto alla ricaduta o al peggioramento di disabilità.
Characteristics influencing therapy switch behavior after suboptimal response to first-line treatment in patients with multiple sclerosis. Teter B, Agashivala . Mult Scler. 2013 Nov 25. [Epub ahead of print]

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