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«Ho la polmonite, e resto in contatto con le persone che come me hanno la SM»

La testimonianza di Daniela, Presidente AISM di Piacenza, una delle zone più colpite dall'emergenza coronavirus.

06/04/2020

Oggi chiamiamo la Presidente della Sezione di Piacenza. Ci eravamo sentiti la settimana scorsa e tutto sembrava ben controllato. «Ciao Daniela …»

«Ciao … Mi senti? Anche io ho fatto la polmonite, con febbre alta».

Il nostro incontro, così, imbocca subito una salita impegnativa. Ma non facciamo in tempo neanche a chiedere, a consolare, a dire che le sono vicino. Continua subito lei: «Mi è andata bene … è solo polmonite, sono negativa al tampone del COVID-19. Ho fatto cinque giorni con quaranta di febbre. Il mio medico, dato che ho la SM, dal 1998, ha richiesto subito il tampone. E mi è stato fatto. Inoltre sono sempre in contatto con il neurologo del Centro, perché un mese fa ho avuto una ricaduta, che ancora non è passata del tutto. Ora ho fatto un po’ di cure, ho ancora la febbre, ma a 38. Fa fatica ad andarsene. Abbiamo perso una nostra socia della Sezione. Un’altra socia ha la polmonite e stiamo aspettando l’esito del tampone. Le cose nell’ultima settimana sono peggiorate».

 

Notizie buone e notizie dure, domande e risposte. Il rosario che non ci abbandona mai, in questi giorni. Poi, un’altra sorpresa. Magari non te l’aspetteresti, da una persona che ha la polmonite e la febbre alta. Ma Daniela resta la Presidente della Sezione AISM e non dimentica di esserlo, neanche ora:

«Intanto continuo a chiamare tutte le cento persone che sono socie della Sezione: un po’ sento se ci sono difficoltà, un po’ fa bene anche a me mantenere il contatto. Confrontarmi con gli altri, con i nostri soci, mi fa bene. Anche non stando bene, mi sono trovata bene comunicando con gli altri. La nostra sede, tra l’altro, si trova in un Centro per anziani che ora ha chiuso ogni ingresso. Non ci possiamo nemmeno entrare. Allora ho comunicato a tutti i soci il mio numero di cellulare e se qualcuno ha bisogno di parlare con la Sezione mi chiama. E io rispondo, faccio girare le informazioni che ho. In questo modo la nostra sezione rimane aperta».

 

Continua, dunque, anche nelle condizioni più complicate, l’incontro, il confronto e la condivisione delle informazioni: Daniela è un esempio forte di cosa voglia dire che in AISM si è #più forti insieme.

«Cambiano un po’ tutti i giorni le informazioni di servizio, ogni giorno ci sono numeri telefonici di riferimento che vengono disattivavi e altri nuovi che li sostituiscono. In ogni caso la rete dei servizi funziona, su questo siamo fortunati. Il Centro Sclerosi Multipla è attivo. Se hai bisogno di medicinali, la rete delle farmacie e dei Centri clinici SM te li fa recapitare direttamente a casa. Le terapie infusionali continuano: può andare una persona alla volta, ma le cure vengono garantite. Anche la risonanza magnetica di controllo per chi fa certi tipi di farmaci infusionali è attiva. Non siamo abbandonati a noi stessi. La Protezione civile è attiva 24 ore su 24, da tutti i punti di vista, per chi ha bisogno. Anche il 118 è sempre attivo, li puoi chiamare quando vuoi».

 

E poi, a volte, sbocciano fiori anche sotto la coltre gelata. «Un nostro volontario conosce una famiglia di commercialisti. Il loro figlio, Andrea, che continua il suo lavoro, sentendo da vicino le nostre problematiche, soprattutto per le persone con SM più anziane e sole, ha deciso di mettersi a disposizione dell’Associazione per fare la spesa o andare in farmacia. Con una dichiarazione della Sezione, ha chiesto in Comune il permesso per potersi muovere come volontario. Lui abita fuori Piacenza, viene in città per lavorare, poi nella pausa o quando termina si mette a disposizione delle persone con SM».

Ci terremo in contatto, sperando davvero di avere buone notizie nei prossimi giorni.

 

Intanto, ecco quello che Daniela ha scritto per tutti noi.

«Ho la sclerosi multipla dall’8 giugno 1998. Ho imparato a non mollare mai, a non tirarmi mai indietro, a non rinunciare mai a quello che posso vivere oggi, perché domani chissà, a credere sempre in me stessa e nelle mie possibilità, a osare sempre un po’ di più anche quando tutto sembra impossibile. A volte le brutte esperienze aiutano, servono a chiarire che cosa dobbiamo fare davvero. Servono a ricompattare i nostri pensieri e a vedere chiaro là dove era offuscato.

Forse sono ottimista, ma io penso che le persone che fanno solo belle esperienze e non inciampano almeno una volta non sono molto interessanti. Cosa racconteranno domani? Possono essere appagate e magari a modo loro sono anche felici, ma non sono molto profonde, perché se non conosci il male, il dolore, le lacrime, non sai apprezzare fino in fondo. Ogni tanto capita che la vita ci sembri una sciagura che ti complichi l’esistenza, ma sai… Godersi i momenti felici è facile. Non che la felicità sia necessariamente semplice. Io non credo, anzi è dannatamente complicata. Il difficile è non lasciarsi abbattere dai momenti duri. Devi riuscire a considerarli un dono, un dono crudele, ma pur sempre un dono. Ed essere forte e credere ancora nel domani nonostante tutto. Un abbraccio a tutti».

 

 

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Questa storia fa parte di una serie di storie, un “giro” d’Italia di racconti  per ‘condividere’ cosa significhi vivere l’emergenza sclerosi multipla nel tempo dell’emergenza Coronavirus. 

Per trasformare poi le nostre storie individuali in una storia nuova per tutti, #insiemepiù forti  vuol dire anche “DONA ORA”. Diciamolo, a tutte le persone con cui siamo in contatto: donare ora ad AISM trasforma la debolezza in forza, l’emergenza in un nuovo inizio.