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«Noi conosciamo la strada: scegliere di uscirne migliori»

«Sono preoccupata - dice Angela Martino, Past President di AISM - per me, per tutte le persone con sclerosi multipla. In questi giorni ci sentiamo più disabili di quanto non siamo di solito, perché le condizioni esterne – quelle che determinano il livello della nostra disabilità – ora ci impongono un isolamento quasi totale, il contrario dell’inclusione che ci siamo conquistati».

 

19/03/2020

«Sei preoccupata?». Domanda a bruciapelo. Del resto, Angela Martino, Past President Nazionale AISM, è abituata a domande dirette cui dare risposte dirette. Infatti, risponde subito: «Sì. Sono preoccupata, per me, per tutte le persone con sclerosi multipla. In questi giorni, ci sentiamo più disabili di quanto non siamo di solito, perché le condizioni esterne – quelle che determinano il livello della nostra disabilità – ora ci impongono un isolamento quasi totale, il contrario dell’inclusione che ci siamo conquistati. #iorestoacasa è giusto e responsabile, ma pesa. Pesa per tutti, credo che alle persone come noi costi anche di più».

 

Ecco, sembra facile, ma non lo è. Alda Merini scriveva: «abbiamo tanta difficoltà a essere veri con gli altri. Abbiamo timore […] di apparire fragili. Ci serve la forza di essere uomini, quella che ci fa accettare i nostri limiti, che ce li fa comprendere, dandogli senso e trasformandoli in energia».

E così fa Angela: non nasconde la fragilità, ma la trasforma in energia, in una strada nuova: «La mia storia con la sclerosi multipla mi ha insegnato, da tempo, che dobbiamo essere realisti e positivi. Non bisogna minimizzare o negare la situazione pericolosa, se no si rischia di fare del male a se stessi e agli altri. Ma nemmeno dobbiamo lasciarci dominare dal panico, ma imparare in fretta a dare la giusta dimensione a ogni cosa. Oggi, nell’emergenza Coronavirus, succede a tutti quello che a noi è successo quando la vita ci ha messo di fronte a una malattia come la sclerosi multipla: non te la sei scelta, ma puoi scegliere come viverla, e puoi scegliere come uscirne, puoi essere protagonista della tua exit strategy. Con il Coronavirus abbiamo due strade: potremo uscirne abbrutiti, peggiorati, come gli esseri umani del libro “Cecità” di Saramago, in cui all'improvviso l'intera popolazione diventa cieca per un'inspiegabile epidemia e gli effetti di questa misteriosa patologia sulla convivenza sociale sono drammatici, dando inizio a una guerra di tutti contro tutti, a comportamenti di abbrutimento e degradazione. Oppure possiamo decidere di diventare degli esseri umani migliori e riscoprirci davvero comunità umana. Il fatto che il virus sia passato dalla Cina all’Italia agli USA a tutto il mondo credo ci debba dare la dimensione di quanto siamo tutti un’umanità fragile, nessuno escluso. Un’umanità fragile che può farsi forza se torna a basarsi sul rispetto di ciascuno per tutti gli altri, ovunque vivano».

 

C’è insomma una lezione che viene dal “mondo della sclerosi multipla”: qualsiasi cosa accada, qualsiasi difficoltà porti una malattia silenziosa e invisibile, non si deve mai spezzare il filo del rispetto per se stessi e la connessione autentica con tutti gli altri, nessuno escluso.

«Io – racconta ancora Angela – insegno francese.  Venticinque ragazzi, in classe, possono fare caos e dare fastidio. Ma in questi giorni sto scoprendo quanto mi mancano questi ragazzi e quanto valore abbia per me quel caos. Così, ogni mattina, registro una video-lezione e, come un mantra, inserisco sempre un messaggio positivo. Poi, anche fino a tarda sera, rispondo nella chat di classe a quelli che mi chiedono aiuto per i compiti che ho assegnato. Io aiuto loro a essere responsabili e loro aiutano me. Una “pandemia” come questa può anche diventare, rivoltata, la scoperta che esiste un’universalità di valori, di intenti, di solidarietà tra gli esseri umani».

 

Insomma, se lo vogliamo, non restiamo soli, mai, neanche adesso.

«In questi giorni – conclude Angela - penso tanto a tutte le persone con SM: a una condizione di fragilità se ne è aggiunta un’altra, devastante, e questo ci pone in una situazione davvero complicata. Ma, insieme, possiamo uscirne migliori se scegliamo di esserlo».

E così torniamo “a casa”, cioè ad AISM, da sempre “associazione di persone” che scoprono quanta forza dia il supportarsi a vicenda.

 

 

 

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Questa storia fa parte di una serie di storie, un “giro” d’Italia di racconti  per ‘condividere’ cosa significhi vivere l’emergenza sclerosi multipla nel tempo dell’emergenza Coronavirus. 

Per trasformare poi le nostre storie individuali in una storia nuova per tutti, #insiemepiù forti  vuol dire anche “DONA ORA”. Diciamolo, a tutte le persone con cui siamo in contatto: donare ora ad AISM trasforma la debolezza in forza, l’emergenza in un nuovo inizio.