AISM

BlogBlog

LibreriaLibreria

CommunityCommunity

PressPress

AccessibilitàAccessibilità

Cerca la notizia

E.g., 18/09/2020
E.g., 18/09/2020
Home » News
Condividi con Facebook Condividi con Twitter email Stampa
AISM

Sclerosi multipla progressiva. Il ruolo della catena leggera dei neurofilamenti come biomarcatore

Per le forme recidivanti-remittenti di SM gli studi si basano su numero di ricadute o lesioni osservate con risonanza magnetica. Ma misurare la progressione è più difficile. Pubblicato un paper con le raccomandazioni dell'International Progressive MS Alliance

07/09/2020
neuroni

 

Gli studi clinici che coinvolgono persone con sclerosi multipla recidivante remittente spesso si basano sul conteggio del numero di ricadute o delle lesioni osservate con la risonanza magnetica per rilevare l'attività della malattia. La progressione della malattia è più difficile da misurare e di solito si verifica per periodi di tempo più lunghi. Per questo è arduo capire rapidamente, nelle sperimentazioni cliniche, se una terapia sta rallentando o interrompendo la progressione. Questo è un serio ostacolo allo sviluppo di terapie per la sclerosi multpla progressiva.

 

Una ricerca pubblicata su Neurology, la rivista medica dell'American Academy of Neurology, riporta le conclusioni e le prime raccomandazioni del panel di esperti dell'International Progressive MS Alliance riguardo all'uso della catena leggera dei neurofilamenti sierici come biomarcatore nella sclerosi multipla progressiva (SM). La pubblicazione aiuterà a far avanzare l'obiettivo dell'Alleanza di accelerare lo sviluppo di nuovi trattamenti per la SM progressiva.

 

Disporre di indicatori oggettivi in grado di rilevare la progressione, misurare l'impatto e prevedere il decorso e la risposta alla terapia di un individuo, accelererebbe lo sviluppo di nuovi trattamenti e migliorerebbe l'assistenza per la SM progressiva.

 

Per considerare lo stato attuale della ricerca sui biomarcatori nella SM in generale e in particolare nella SM progressiva, l'International Progressive MS Alliance ha riunito un gruppo di esperti, tra cui persone con sclerosi multipla, scienziati e medici della SM, al fine di mobilitare la comunità SM per colmare le principali lacune nella conoscenza e nella comprensione di questo importante argomento. Sotto la guida di Raju Kapoor, (University College di Londra) e Robert J. Fox, MD (Cleveland Clinic, USA), è stato pubblicato il primo documento dal panel che riassume lo stato attuale delle conoscenze sulla catena leggera dei neurofilamenti (NfL) e fornisce raccomandazioni per promuovere NfL come potenziale biomarcatore per la SM.

 

I neurofilamenti sono proteine strutturali che si trovano all'interno delle cellule neuronali del sistema nervoso centrale e servono a mantenere la struttura delle cellule nervose necessaria per una corretta conduzione degli impulsi elettrici lungo gli assoni. La catena leggera è un componente dei neurofilamenti che viene rilasciata a seguito di danno assonale e degenerazione neuronale. Questo tipo di danno ai tessuti si verifica nella sclerosi multipla, così come nelle lesioni cerebrali e in altre malattie neurodegenerative. I recenti progressi tecnologici hanno consentito di rilevare NfL nel sangue (siero e plasma). Se NfL verrà ulteriormente confermata come biomarcatore per la SM progressiva, un esame del sangue potrebbe aiutare a prevedere il futuro decorso della malattia e indicare se un trattamento sta funzionando.

 

Sono in corso studi sulla presenza di NfL nel siero, nel plasma e nel liquor per definire come questo biomarcatore possa essere impiegato per aiutare a rilevare e prevedere l'attività, la progressione e la risposta della malattia ai trattamenti, non solo nella SM ma anche in altri disturbi neurologici. La NfL si può trovare anche in individui sani e, in generale le sue concentrazioni aumentano con l'età, quindi è importante capire cosa è normale e cosa no.

 

Recenti studi clinici sulla SM hanno inserito il monitoraggio periodico dei livelli di NfL come possibile indicatore dell'effetto del trattamento. I lavori analizzati in questa revisione descrivono come si comportano i livelli di NfL prima e dopo il trattamento nel corso degli studi clinici nelle forme recidivanti e progressive di SM. I risultati variano, ma generalmente suggeriscono che a livello di gruppo (piuttosto che nei singoli individui), i livelli di NfL possono prevedere tasso di ricaduta, perdita di tessuto cerebrale, progressione della disabilità e sono indicatori della risposta al trattamento.

 

Le raccomandazioni

Gli autori suggeriscono che la catena leggera dei neurofilamenti (NfL) possa essere un indicatore plausibile per misurare la neurodegenerazione in modo accurato, sensibile e hanno fornito indicazioni e raccomandazioni per stabilire il valore della misura di NfL nel siero come biomarcatore nella SM progressiva e per farlo riconoscere dalle Agenzie Regolatorie come misura di risposta al trattamento negli studi clinici. Di seguito riassunte le principali raccomandazioni:

 

• È necessario stabilire protocolli standard per la raccolta, la manipolazione, la conservazione e l'analisi di campioni di fluidi per il rilevamento di NfL, in modo che i risultati possano essere confrontabili con i dati di altri studi.

• È importante stabilire quali siano i valori normali di NfL in un'ampia fascia di età di individui con e senza problemi medici noti, e considerare potenziali fattori di confusione come il fumo. Avere questi valori di riferimento non solo aumenterà il valore di NfL come biomarcatore negli studi clinici, ma ne faciliterà anche l'uso per guidare le decisioni terapeutiche nelle persone.

• Servono ulteriori analisi dei dati di studi clinici precedenti per comprendere meglio in che modo i livelli sierici di NfL sono predittivi dell'attività e della progressione della malattia, se corrispondono ai risultati della risonanza magnetica e come sono influenzati dall'infiammazione e da varie terapie.

 

L'International Progressive Multiple Sclerosis Alliance ei suoi partner continueranno a portare avanti queste iniziative per sostenere il suo obiettivo di accelerare lo sviluppo di terapie per le forme  progressive di  SM, anche sensibilizzando le Agenzie Regolatorie per quanto riguarda l'uso degli NfL negli studi clinici.

 

Referenza

Titolo: Serum Neurofilament Light as a Biomarker in Progressive Multiple Sclerosis

Autori: Raju Kapoor, Kathryn E Smith, Mark Allegretta, Douglas L Arnold, William Carroll, Manuel Comabella, Roberto Furlan, Christopher Harp, Jens Kuhle, David Leppert, Tatiana Plavina, Finn Sellebjerg, Caroline Sincock, Charlotte E. Teunissen, Ilir Topalli, Florian von Raison, Elizabeth Walker, and Robert J Fox.

Rivista: Neurology
DOI: 10.1212/WNL.0000000000010346

 

 

International Progressive MS Alliance

 

 

La Progressive MS Alliance è un'iniziativa internazionale senza precedenti di 19 Associazioni SM, ricercatori, professionisti della salute, industria farmaceutica, aziende, trust, fondazioni, donatori e persone affette da SM progressiva, che lavorano insieme per affrontare i bisogni insoddisfatti delle persone con SM progressiva - mobilitando la comunità globale per trovare soluzioni. L’obiettivo dell’Alleanza è sviluppare trattamenti efficaci, per migliorare la qualità della vita in tutto il mondo delle persone con forme progressive di sclerosi multipla. La nostra promessa è più che speranza, è progresso.

 

 

Iscriviti alla newsletter